Grazie Papa Emerito Joseph Ratzinger

di Aldo Indini

 

Alta stima ed un grazie al Grande Teologo Ratzinger Papa Emerito Joseph che accusa ricevuta da quanto inviato da un semplice credente ed accolto, quando da Cardinale copriva l’alta carica di Prefetto della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede. 

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Aldo Indini

Via N. Magaldi n. 1

72100   Brindisi

                                                                           A Sua Eminenza Rev.ma

                                                                           Sig. Cardinale JOSEPH RATZINGER

                                                                           Prefetto Sacra Congregazione per la

                                                                           Dottrina della Fede

 

                                                                                             

                                                                                                   CITTÀ’ DEL VATICANO

 

             Eminenza,

 

prima di iniziare a scrivere la presente ho implorato il Veni Creator Spiritus, persuaso della necessità di simile invocazione affinché possa essere compreso per quanto andrò ad esporre, giustificata la mia ignoranza teologica, accettata una mia richiesta e con umiltà presentarmi.

 

            Ho avuto momenti di grande devozione per lo Spirito Santo rafforzata a seguito dell’Enciclica Dominum et Vivificantem.

 

            Non è stato facile scegliere quale protettore una Persona priva d’immagine, rispetto alla maggior parte dei credenti che sceglie un protettore percepito dalla vista, che nasce e muore, che piange e gioisce.

 

            La costante richiesta di una Sua visita ed il dono della consolazione, la convinzione del Suo procedere dal Padre e dal Figlio, hanno avuto quale risultato che, la mancata immagine fosse compensata nel far percepire la Sua presenza e nel rendere visibile il Suo operato vivificante.

 

            Durante la celebrazione della Messa io vengo a trovarmi a poca distanza dalla Sua Persona. Ciò avviene, quando il celebrante, per la consacrazione, invoca il Padre a mandare il Suo Spirito a santificare i doni offerti perché diventino il Corpo ed il Sangue di Gesù Cristo.

 

            La mia convinzione sulla realtà dell’avvenimento deriva anche dal parallelismo dell’opera dello Spirito che incarna, nel seno della Vergine Maria, Gesù Cristo.

 

            Nei due eventi la carne di Gesù Cristo vivificata dallo Spirito Santo.

 

            Completo questi momenti stupendi con piccole iniziative, che in alcun modo alterano il susseguirsi liturgico comunitario.

 

            All’ elevazione, quel calice diviene per me una potente calamita, a completamento dell’atto penitenziale, attira verso di se tutti i rugginosi miei peccati, dandomi la possibilità di gustare, al massimo, la grandiosità del perdono.

 

            Pur non dando peso alla cristoterapia, dalla Particola io mi aspetto non solo benefici spirituali, ma anche quelli corporali.

 

            Per quanto innanzi sono sempre convinto di attendere dal Signore pace, misericordia e consolazione.

 

          Siamo così giunti alla Prima Domenica di Quaresima, ascolto e partecipo alla Messa con la

 massima predisposizione per il completamento della mia conversione.

 

            Invoco la misericordia e mi predispongo poiché da un momento all’altro, lo Spirito del Padre interverrà per vivificare i doni offerti, ma il celebrante, in tutta la preghiera eucaristica, non fa cenno allo Spirito chiede, invece, un intervento diretto del Padre affinché con la potenza della  benedizione, l’offerta divenga Corpo e Sangue dell’amatissimo Figlio.

 

            Per alcuni secondi sono rimasto perplesso, ma subito ripreso ho seguito la Messa con il medesimo coinvolgimento e devozione.

 

            Mortificato per quei secondi di smarrimento, tornato a casa, ho cercato conforto nel Catechismo della Chiesa Cattolica convinto che sia il più recente “Custode deposito della fede.”

 

            Leggo al paragrafo n° 1353: “nell’Epliclesi essa prega il Padre di mandare il Suo Santo Spirito” e tra parentesi “o la potenza della Sua benedizione.”

 

            Probabilmente trattasi dell’unione di due preposizioni di egual valore giacche producono lo stesso effetto; e nel Seno di Maria? Forse crolla il mio parallelismo. E la centralità della Dominum et Vivificantem?

 

            Nel capitolo: il Sacramento della Confermazione, a cura del Prof. Domenico Sartore, mi rianima il commento teologico nella Eplicasi di consacrazione “la Chiesa invoca la Potenza Divina, generalmente, in modo più esplicito lo Spirito Santo perché i doni . . . . . . . . . . . . . . ”ed ancora, Epichesi di Comunione “si invoca un’altra volta lo Spirito Santo, questa volta sulla comunità.”

 

            Per quanto mi è dato di comprendere, principio fondamentale del Vaticano II, è stata la raccomandazione, nella riforma liturgica, di una cosciente, attiva e facile partecipazione dei fedeli.

 

            L’aggiungere altre preghiere eucaristiche invece di una sola, così come nella Chiesa antica, preconciliare, (canone romano) doveva avere quale scopo il favorire una partecipazione ed un coinvolgimento della comunità cristiana, a me invece, ha dato adito, anche se per pochi secondi, a perplessità.

 

            Eminenza,

 

tutto il bene spirituale della Chiesa è nell’Eucarestia, per me non è mistero, è certezza che in Essa lo stesso Cristo nostra Pasqua è pane vivo mediante la vivificazione della Sua carne da parte dello Spirito Santo.

 

            Perché allora, in futuro, intravedere la possibilità che, qualunque sia la preghiera eucaristica, lo Spirito Santo fosse sempre esplicitamente nominato con eventuale  revisione del canone romano?

 

            Questo dovevo chiedere a Vostra Eminenza, è - chiesto. Ora con l’augurio per una Santa Pasqua bacio la Sacra Porpora in attesa della paterna benedizione.

20 marzo 1995 -                                                                             Aldo Indini

 

 

(In basso la risposta del Cardinale ed il Missales Romanum)