“Lupus et agnius” - Il colpo di grazia al Porto di Brindisi

 

23/12/2016

 

Dalla notizia apparsa sulla stampa che il Consiglio dei Ministri ha ritenuto opportuno eliminare l’autonomia del porto di Brindisi unificando l’Autorità portuale di Brindisi al Porto di Bari. mi rammenta un’articolo, giacente presso l’ Archivio della Biblioteca Provinciale di Brindisi, del giornale “La Freccia” del 6 ottobre 1951.sull’ l’eterno conflitto tra il lupo barese e l’agnello brindisino.

 

«La continua e pressante opera di demolizione che gli uomini della purtroppo più estesa , Provincia capoluogo di regione, fanno del porto di Brindisi,ha creato negli uomini di Governo, se non la differenza di operare concretamente alla valorizzazione del nostro porto, in quanto diffidenza verrebbe a significare sinonimo di cieca ignoranza per le possibilità di utilizzazione e di sviluppo di un grande porto, se no la diffidenzaaaolmeno la responsabilità politica di agevolare una più modesta concentrazione di attività e di gente ai danni di una più robusta collettività. Se il porto di Brindisi è stato privato di alcune sue linee naturali è perché Bari ha posto il veto; se il porto di Brindisi ha ottenuto qualche molecola dei ricchi stanziamenti portuali è perché al porto di Bari competevano, per diritto di proprietà e di ormai inveterata preferenza, le maggiori, percentuali di spettanza; se il porto di Brindisi,al momento, non ha ancora conquistato e e perfezionato giuridicamente il suo diritto alla creazione del Punto Franco e perché certamente Bari, preoccupandosi di nuna eventuale menomazione delle attività del suo porto, avrà agito oltre che passivamente, soprattutto negativamente alla realizzazione di questo grandioso progetto che indubbiamente produrrà su tutte le economie della Puglia e del Meridione… E’ l’esopica morale del lupo e dell’agnello, del più forte numericamente contro il più debolmente protetto.»

 

Aldo Indini. Cultore di storia locale