Pubblicato su “EUROMEDITERRANEO” n. 4 - Dicembre 2010 -

 

UNITA’ SANITARIA LOCALE

 

ASL ALLA BRINDISINA, IL TEATRINO DELL’ASSURDO

 

Avete problemi di salute in famiglia? Benvenuti nel girone infernale della Asl di via Dalmazia.

 

Se non sapete come trascorrere il tempo libero, andate alla ASL, accomodatevi e godetevi lo spettacolo: non ve ne pentirete.

 

Vi sentirete immersi in un caos che sembra appositamente organizzato e vi salverete grazie alla premura e alla disponibilità degli impiegati. Forse un caos in cui molti ci campano e che ci ricorda il “FACITE AMMUINA” di borbonica memoria: chi sale, chi scende, chi va a destra, chi va a sinistra, chi chiede informazioni a destra, chi a manca. Vi sentirete imbarcati su un vascello del Regno di Napoli.

 

L’orario di apertura degli uffici per ricevere gli utenti è variabile; così, per completare una pratica, spesso si trascorre la mattinata, diventando, secondo le occasioni, un habituè della fila.

 

In un ufficio ci sono i biglietti per le prenotazioni, in un altro c’è la fila e bisogna chiedere “chi è l’ultimo?”. Così si rimane inchiodati sul posto per ore per non perdere il proprio turno e non poter andare nemmeno in bagno.

 

Spesso, per la confusione, mancano le sedie e l’ascensore, piccolo e lentissimo, rende impazienti persone che spesso a malapena si reggono in piedi. E la gente sbuffa e impreca.

 

Forse è meglio, per distrarsi e alleviare i disagi, osservare, riflettere e rilevare gli aspetti comici nel teatrino Asl.

 

Ogni piano dell'edificio è un palcoscenico; se uno va e aspetta non si annoia di certo per le scene e le vignette a cui si assiste. Andate con un taccuino e scrivete, il tempo di attesa passerà più in fretta, vi divertirete e potrete ispirarvi per scrivere un bel libro: frasi e proteste da annotare, in dialetto e in italiano, spesso in un italiano sgangherato, parlato da gente anziana o semplice.

 

Vi passano davanti tutti i tipi umani della variegata e simpatica società brindisina: chi ha un malato cronico in casa, trasmette la propria esperienza agli altri; si intrecciano discorsi e consigli. Vai presto e aspetti il turno, ti sbrighi, vai al piano superiore e aspetti il nuovo turno: una mattinata per consegnare carte, ricette e moduli per gli ammalati cronici. Per ogni ammalato una pratica sottoscritta da più medici. Più medici significa più ricette e più moduli. Ogni modulo una fila. E spesso la procedura bisogna ripeterla ogni mese.

 

Non mancano occasioni di incontri con vecchi amici e parenti, che si rivedono dopo tanto tempo e si raccontano soprattutto guai e malanni, scambiandosi consigli, saluti e baci.

 

Si incontrano vecchi che vanno, vecchi che vengono, altri che aspettano in piedi, accade spesso che molti capiscano “fischi per fiaschi” o “assi per picche”; il marito che sente poco dice la sua ad alta voce e la moglie lo sgrida nell’orecchio: ”cittu, …. cittu!”, e poi lo giustifica di fronte ai presenti.

 

Arriva il signore elegante, quello sbracato, quello con le ciabatte e i pantaloni corti, quello tutto tatuato. E le signore: chi elegante, chi sui tacchi a spillo, chi dimessa e sofferente, chi accompagnata da tanti bambini irrequieti, chi riceve telefonate di sollecito da casa: “ancora a dai stai? Sbrigati, lu nonnu sta sulu!”. E poi: “Madonna c’è fila!” ed ancora: “na Signò, settiti”, lasciando un posto libero a sedere a qualche signora anziana e così via.

 

C’è umiltà, comprensione e disponibilità da parte di tutti gli impiegati, anche se ogni tanto qualcuno esce ad alta voce nel corridoio come per sottolineare: “qui comando io”, spesso per imporsi e sgridare i presenti troppo rumorosi o invadenti.

 

Dopo l’intervento della Magistratura che ha indagato i dipendenti ASL assenteisti, si avverte una nuova aria, un nuovo approccio con gli utenti. Ci si chiede, perché non c’è una nuovo tipo di organizzazione, visto che i dirigenti vengono chiamati pomposamente MANAGER? Perché non dare un ruolo gestionale ai medici di famiglia, semplificando e riducendo disagi, eliminando burocrazia e risparmiando risorse finanziarie pubbliche? Il telefono, l’informatica, internet, intranet, la posta elettronica certificata, l'autocertificazione, quando entreranno nella ASL per migliorare la qualità della vita dei Brindisini?

Tanta burocrazia e disagi servono forse per scoraggiare gli utenti? Ma si scoraggiano le fasce più deboli della popolazione, le persone sole e gli anziani. O forse vale la protesta telegrafica e colorita di un vecchio:

INVALIDI SIMU E MUERTI NDI VOLUNU (Invalidi siamo e morti ci vogliono).

 

VITO MAELLARO

 

Facite ammuina