Abbiamo fatto amicizia con Daniele (nella foto a destra), il quale ci ha onorato della sua presenza in questo pellegrinaggio di aprile.

Abbiamo scherzato con lui anche all'arrivo a Jaddico perchè qualcuno di noi, e senza fare nomi stiamo parlando di Nino ed Antonio, sono arrivati un po' stanchi e per esagerare con la lingua di fuori, invece Daniele ci diceva che stava bene, che non era stanco, che gli piaceva camminare e che aveva avuto molto piacere a partecipare a questo pellegrinaggio mensile.

Ciao Dany, ti aspettiamo per il prossimo 27 maggio.


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Diario di Giuseppina Cassano, moglie di Teodoro D'Amici. (Seconda parte)

 

 

Giuseppina Cassano (come già scritto nel mese di Gennaio) nasce a Smirne, città della Turchia, oggi meglio conosciuta con il nome di Izmir. I genitori di Giuseppina professano la religione cattolica; il suo papà, infatti, Costantino Cassano, era originario di Barletta, in provincia di Bari, e la sua mamma, Teresa Serra, dell’isola di Malta, di nazionalità inglese.

Quattro giorni dopo la sua nascita, avvenuta l’1 agosto 1918, viene battezzata nella Parrocchia del SS. Rosario dai Padri Predicatori di Smirne, nel quartiere Alsacak (Punta).

Frequentò le scuola presso le suore francesi, a poca distanza da casa sua. Per questo motivo, fino agli ultimi mesi di vita, alcune sue preghiere le recitava in francese.

Nel 1935 la famiglia decide di lasciare la Turchia per venire in Italia, a Barletta, dove conosce Teodoro, con il quale si sposa e viene a vivere a Brindisi.

 

Trascriviamo qui di seguito il diario della signora Giuseppina in maniera integrale, con anche gli errori poiché ella, come già detto, non è di madrelingua italiana.

 

 

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- Giorno 30 settembre 1962

Teodoro vide al suo sogno che la Madonna gli diceva: "Ho bisogno di una casa, mi trovo esposta alle intemperie, non sopporto più questa situazione." Inoltre gli faceva vedere il muro che era pericolante e tutto tremante che stava in precipizio per crolare. La Madonna cercava aiuto.

L’indomani mattina facendo una visita alla Madonna trovammo il muro lesionato. Immediatamente Teodoro si consigliò con il geometra e senza perdere del tempo fece un pilastro sul fianco del muro per sostenerlo.

 

 - Giorno 2 ottobre 1962

Eravamo 15 persone.

Ci recammo a Jaddico per recitare il S. Rosario. Appena arrivati sulla strada asfaltata, Teodoro si senti male. Entrava in estasi. Fu il primo a vedere il muro miracolosamente illuminarsi. Lo vide oscillare e tremare. Teodoro piangeva e gridava tutto ciò che vedeva. Dopo pochi minuti assistemmo anche noi tutti alla illuminazione del muro. Pensavamo che il muro dovesse crollare per quanto tremava. Tutto questo durò per circa due - tre minuti. Dopo diventò tutto oscuro e buio. Molti dei presenti erano in lacrime e supplicando la Madonna si chiedeva la sua grazia di cui si aveva bisogno.

 

 - Giorno 10 ottobre 1962

Verso le 17,15 Teodoro con la sua macchina si dirigeva a Jaddico. Strada facendo vide nel cielo una immensa nube a forma di croce, che lo accompagnava. Tutto questo inziò dalla Saca (Questa ditta oggi non esiste più. Ci troviamo a breve distanza dalla fontana Tancredi.) e fino a Jaddico. Appena arrivato la croce scomparve.

Teodoro questa volta ebbe una emozione tanto forte da non riuscie a guidare la sua macchina per tornare a casa. Due fedeli che si trovarono sul posto, lo accompagnarono in macchina sino alla sua abitazione.

 

 - 17 Ottobre 1962

Teodoro vide nel suo sogno che alcuni operai stavano scavando le fondamenta della Chiesa. Mentre assisteva ai lavori schizzò della calce che andò a colpire i suoi occhi. Sentì un grande bruciore come se corresse il rischio di perdere la vista. Chiese aiuto ad uno operaio, ma proprio in quel momento comparve la Madonna che gli disse: "Vai da quella parte dove c’è "l’acqua mia" e lavati gli occhi che tutto ti passerà," e mentre diceva tutto questo, con la mano gli indicava la direzione. Il giorno dopo Teodoro iniziò le ricerche dell’acqua.

 

 - Giorno 22 e 23 ottobre 1962

Per due giorni consecutivi mentre pregava inginocchiato davanti al muro, Teodoro vide la Madonna che si sporgeva dal quadro, come se volesse parlargli.

 

 - Giorno 29 ottobre 1962

Erano le dieci di sera, eravamo 15 persone.

Teodoro si trovava vicino al quadro della Madonna, era inginocchiato e piangeva, diceva di vedere la Madonna che sporgeva dal quadro. In quel momento io e mio figlio Tonino ci siamo avvicinati e abbiamo visto anche noi, tutto intorno al quadro della Madonna, posizionati in maniera ovale, i 15 Misteri illuminati di tanti colori.

 

 - Giorno 5 novembre 1962

E' notte, sono presenti 16 persone.

Dopo la recita del S. Rosario, ci siamo spostati dalla protezione di legno sistemata nei pressi del muro e abbiamo raggiunto la strada asfaltata per recitare alle 15 Ave Maria e una Salve Regina. Improvvisamente Teodoro che già avvertiva qualcosa, che anche questa volta era trepidante e sudato, vide illuminarsi il muro di una luce splendente con raggi lunghi che riempivano tutta la zona. Udì la voce della Madonna che diceva: "Quello che vedi tu, non tutti possono vedere, cerca l’acqua mia e la troverai."

Teodoro nel vedere la luce che era così bella, delicata e soave, ebbe una forza soprannaturale.

Si precipitò ai piedi del muro (in linea retta, superando il dislivello che aveva di fronte a sè. ndr) recitò qualche Ave Maria, e fece ritorno sulla strada per intraprendere la recita della seconda preghiera. Appena Teodoro ritornò, la luce scomparve immediatamente, e fu vista da tutti i presenti, i quali erano meravigliati e stupefatti del miracolo che era accaduto e che era durato circa 4 – 5 minuti.

Nei giorno che seguirono Teodoro cercò incessantemente l’acqua indicata dalla Madonna, perlustrando la zona e cercandola anche in mezzo al fango del canale lì vicino.

 

 - Giorno 21 novembre 1962

Dopo tante ricerche Teodoro trovò l’acqua sotto al ponte, sopra il quale scorre la superstrada. L’acqua sorgeva da un blocco di cemento ed erano visibili quattro zampilli. Teodoro era tutto felice e mentre invocava la Madonna con le mani uniti prese l’acqua e si lavò il viso, si lavò la testa e la bevette. Dal giorno seguente tutti i fedeli andarono a bere l’acqua e prenderla con i recipienti per portarla agli ammalati.

 

 - Giorno 8 dicembre 1962

Sino a questo giorno la Madonna rimase in silenzio. Teodoro non fece nessun sogno, ma promise alla Madonna che in occasione della festa dell’Immacolata si sarebbe recato a Jaddico a mezzanotte del 7 e dell’8 dicembre, anziché alle ore 20,30 così come era solito fare tutte le sere.

A mezzanotte dell’8 dicembre vi erano a pregare venticinque persone. Teodoro subito dopo la recita del S.Rosario si sentì male, piangeva con singhiozzi, sudava e stava per cadere per terra, quando due fedeli lo sorressero subito. Successivamente si riprese, infatti fu in grado di guidare la propria macchina per recarsi con tutti noi di famiglia dalla capannina di legno dove si diceva il rosario, sin sulla strada asfaltata.

Qui giunti, verso la fine della preghiera, Teodoro riprese a sudare ed improvisamente vide il muro illuminarsi e contemporaneamente ad alta voce rendeva partecipi noi tutti, 25 persone videro la stessa luce e lo stesso splendore indescrivibile, per la durata di circa un minuto.